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educatrice, pedagogista, mamma,blogger

La password e il cellulare

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Elisa ha colto nel punto…e credo che la solitudine di figli e figlie adolescenti sia molto visibile.Basta saperla vederla e come adulti abbiamo il dovere di farlo…anche di chiedere la password. Ma leggete è molto interessante.

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password“I vostri genitori hanno le password dei vostri cellulari, dei vostri PC e dei vostri profili Social?”

“No, le mie password sono segrete!”

“Io non ho le password dei dispositivi digitali di mio/a figlio/a ormai ha diritto alla sua privacy!” “ma quanti anni ha?” “è grande, fa le medie!”

Rimango sempre un po’ perplessa quando ricevo queste risposte oppure quando si alzano tante mani in classe per confermare l’assoluta segretezza della propria passaword.

Provo a formulare qualche pensiero:

I ragazzi in adolescenza da un lato, sentono la presenza dell’adulto come invadente, spesso giudicante e forse un po’ oppressiva; dall’altro vogliono che l’adulto sia presente e attento alla loro vita.

Se tolgono l’amicizia ai genitori sui Social e mantengono segrete le loro password, di quale presenza stiamo parlando?

smartphoneIo credo che sia necessario trovare un giusto equilibririo tra “controllo trasparente” e fiducia. Il “controllo trasparente” è quello che c’è ma non…

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Cittadinanza digitale: c’è un’evoluzione!

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Rebloggo con gioia ultimo articolo dell’amica Elisa…grazie buon lavoro!

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darwin Ci stiamo evolvendo attraverso una selezione naturale

E’ trascorso poco più di un anno dal primo progetto di cittadinanza digitale e vorrei proporre una breve riflessione sui cambiamenti a cui ho assistito continuando la mia attività nelle scuole.

“Per favore, dobbiamo prevedere un incontro anche per le quinte elementari, o primaria”

“Non riusciamo più a gestire gli adulti che vengono a scuola a lamentarsi delle liti su Whatsapp”

“Mi raccomando sia molto incisiva, soprattutto con gli adulti!”

Queste sono solo alcune delle richieste che arrivano dai dirigenti scolastici.

  1. L’età di accesso alla Rete si è abbassata e da qui nasce l’esigenza di fare interventi educativi a partire  dalla primaria. Ma come sono questi ragazzini in erba? Non più bambini, ma non ancora ragazzi che gestiscono con grande naturalezza SmartPhone e I-Phone. Sono iscritti a quasi tutti i Social tra cui primeggia naturalmente WhatsApp, seguito da Istagram e Facebook. Si vantano di avere…

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Tra memories e futuro…

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Lo scorso week end è stato pieno di ricordi, di aria differente, di sorrisi e scoperte.

Non ci ho messo molto, sapendolo prima, a decidere di partecipare all’incontro a Mestre del progetto #educare4punto0 ideato e curato da Sylvia Baldessari, Elisa Benzi e Alessandro Curti.

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Le immagini e la Rete

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Uno spunto su cui riflettere; grazie all’amica Elisa Benzi e a chi insieme a lei sta “ragionando” su questo.

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foto internet2Lo spunto arriva da un’intervista di Sylvia Baldessari che ho trovato interessante (EDUCAZIONE DIGITALE: Intervista a Marta Bignone). Si parla di immagini e di Rete e Marta affronta il tema delle immagini legate al contenuto che esse veicolano.

“Non dico nulla di nuovo se affermo che il ruolo dell’immagine è importantissimo. Il visual veicola immediatamente il messaggio declinandone l’aspetto emotivo, coinvolgente. Se un’immagine selezionata per un dato contenuto è efficace in termini di qualità e coerenza, il contenuto associato ad essa non solo ottiene più visibilità ma anche memorabilità, aspetto che sia nel mondo offline che online, è fondamentale. Soprattutto se si parla di brand.”

Partendo da questo spunto vorrei riflettere su come spesso dimentichiamo il significato delle immagini che pubblichiamo e mi riferisco soprattuto ai selfie e alle nostre foto in generale.

L’immagine ci rappresenta e muove delle emozioni in chi guarda così come fa scattare…

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7 anni fa…oggi

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Sono passati sette anni da quel 28 gennaio in cui “sbarcai” in India insieme a mio marito…non ancora mamma e papà, anche se sulla carta si. A tal proposito ricordo la frase dell’amico Alessandro Curti, durante un intervento fatto insieme; mi aveva colpito molto il suo dire di aver compreso di essere diventato genitore, non quando lo seppe dalla moglie, ma quando si trovò, letteralmente, tra le mani quel “piccolo essere.” E davvero, ripensando, a quei dieci giorni passati là, mi tornano in mente la fisicità e gli sguardi.

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