I GIOIELLI DELLA SPOSA. BICHUA E CHOODA.

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I GIOIELLI DELLA SPOSA. BICHUA E CHOODA.

Ecco il significato di alcuni antichi “segni” e monili…da leggere e grazie, ogni volta, per il tuo dire Passoinindia.

Avatar di passoinindiapassoinIndia

E’ frequente vedere, in India, donne e uomini indossare anelli ai piedi. Si chiamano Bichua e, come tanti altri monili indiani, hanno tradizionalmente un preciso significato culturale e religioso. Già nell’antico testo del Ramayana, Sita, rapita da Ravana, getta il suo anello per far sì che il Signore Rama la trovi. Da allora i Bichua appartengono al corredo di gioielli di una donna che sta per sposarsi. Spesso è lo sposo a porli sul secondo dito di entrambi i piedi della sposa, durante il rituale delle nozze e, da quel momento, connotano lo status di moglie della donna. Usualmente i Bichua sono in argento poiché l’oro, oltre ad essere considerato troppo onorevole per essere posto in zone sotto la vita, è simbolo della dea della ricchezza, Laksmi, e sarebbe un segno di irriverenza indossarlo sui piedi. I Bichua vengono indossati a coppie sul secondo dito di entrambi i piedi oppure…

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Sono tornati i vasi di fiori e la tenda verde…

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Sono tornati i vasi di fiori e la tenda verde davanti alla porta d’ingresso in una casa a Silvano Pietra, mio luogo di residenza. Esattamente un anno fummo, come si dice, “assurti all’onore” delle cronache per un doloroso parricidio consumato quasi di fronte a casa mia. E’ da qualche giorno che mi risuona dentro questo ricordo, ancora molto vivido.

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Generatori d’ansia – Parte 2 – La prestazione

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Ribloggo con interesse questo post…leggete con cura e pensateci.

Avatar di elisabenzi

Credo che la nostra possa essere riconosciuta come “la società della prestazione“.

prestazioneL’importanza della prestazione emerge in qualsiasi campo e attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione e mette in ombra qualsiasi altra caratteristica della persona. La moda propone modelli di perfezione irraggingibili, corpi statuari, gambe perfette, linee al limite dell’anorressia (ringraziamo photoshop per tutta questa perfezione al limite del possibile, ma non diciamolo a nessuno). Talent show dove l’antagonismo è spinto all’eccesso e il giudizio è spesso categorico e distruttivo. Talk show dove non c’è il confronto ma la gara al più scaltro, a chi fa la voce più grossa, a chi è più aggressivo e quindi anche più efficace.

unoEssere i numeri uno è essenziale per avere valore.

E noi? Come ci comportiamo rispetto alla prestazione? Siamo sicuri di essere indifferenti al clima che respiriamo? Siamo veramente impenetrabili?

“Perchè hai preso solo 7? potevi benissimo prendere 8!”, ” Scommetto che Marco ha preso…

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Prima segnalazione per #EducativoDalWeb…

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Ne abbiamo dato l’annuncio una settimana fa  ed ora eccoci.

 

#EducativoDalWeb la nuova rubrica di #educare4punto0 vuole proporre, o meglio “ri-proporre” un post già presente sulla nostra pagina Fb. Mi riferisco al resoconto che abbiamo dato dopo essere stati presenti al Convegno Internazionale in Università Cattolica a Milano sul #corpomediato. Riteniamo che sia stato un incontro importante, un’analisi “curata” e realistica di quanto e come è possibile fare e stare con i ragazzi, ma non solo, anche offrire strumenti agli adulti.

Non volevamo che tutto questo andasse perso tra “le reti di nylon ” ( per citare le parole della canzone diventata jingle del convegno stesso scritta e interpretata dai EELL SHOUS). Quindi, oltre a riproporVi lo scritto,  vi lasciamo un video. Ormai avrete compreso che è uno dei nostri “modi” di comunicare preferiti. Dunque buona lettura e soprattutto buona visione; #respectyourcyberself

Sono molte le suggestioni e la voglia di esplorare che il convegno internazionale di oggi su ‪#‎corpomediato‬ del CREMIT all’Università Cattolica di Milano ci ha lasciato; ve ne lasciamo alcune.

Il “se cacher en plein soleil” relativo al nostro stare in rete, i suggerimenti del Prof. Serge Tisseron rispetto al “fare manualmente” con i ragazzi, dare un tempo per lo spazio online e farlo rispettare, aiutare la creatività attraverso i mezzi digitali e non solo la fruizione passiva di essi, renderli insomma “critici”.
L’analisi filosofica del prof. Roberto Diodato sul “corpo in scena” dell’esteticità diffusa che porta a una ripetizione del già detto, del già fatto da altri; che importa saremo tutti felici e “senza personalità”.
E poi l’analisi sociologica del Prof. Piermarco Aroldi sulla pratica del‪#‎sexting‬ su adolescenti e internet; sulla mercificazione del corpo che alimenta questo ultimo aspetto e su come sia necessario alimentare il “pensiero critico” ad ogni livello ed età.
Infine la presentazione del progetto imageMe illustrato dal Prof. Pier Cesare Rivoltella, moderatore di tutto il convegno, e Simona Ferrari. Una finestra sugli adolescenti oggi, non vista in modo catastrofico, ma con gli occhi di chi vuole comprendere, formarsi e trovare strumenti per rendere autonomi e non succubi. A partire dall’avere competenze digitali, al conoscere e “riconoscere” le emozioni e l’affettività tenendo in conto i cosiddetti “meme” o sconosciuti che si celano dietro le maschere virtuali.
Il convegno è proseguito nel pomeriggio con l’esposizione del progetto “Virtualmente” nelle scuole sul territorio e con i saluti di Ops e di Industria Scenica che hanno reso “analogico” quanto di virtuale si raccontava. Grazie al CREMIT a tutto lo staff e in particolare ad Alessandra Carenzioche abbiamo avuto modo di conoscere “de visu”.
Insomma con la consapevolezza di dire qualcosa di reale dico che è stata un’esperienza davvero da ‪#‎educare4punto0‬. E vi lasciamo con il video che è diventato promotore di tutto il progetto ” ‪#‎respect‬ your cyberself”.
https://www.youtube.com/watch?t=31&v=G8XUXgNpHVc

Una donna preziosa…Nomita Chandy a precious woman

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Sono venuta a conoscenza oggi pomeriggio della morte, ieri, di Nomita Chandy.

Nomita, insieme a Shanthi Chacko e Rama Ananth, avevano fondato Ashraya…ho avuto la gioia e la fortuna di conoscerla, come tante madri e padri che sono diventati tali, una volta superato il cancello d’ingresso di quell’isola verde in mezzo a Bangalore.

Qui vi lascio una sua intervista sui “bambini invisibili” e sulla cura necessaria dopo la loro uscita dalle cosiddette “case di correzione”.

In questi momenti non vengono tante parole; ricordi e immagini. E sono consapevole che l’emozione fa anche “sche2014-01-05 16.57.43rzi strani”; alla notizia mio figlio ha detto di non ricordarsela, ma gli occhi brillavano e poi un “sì, mi ricordo”. Namaste, Nomita…grazie.

I learned this afternoon of the death yesterday of Nomita Chandy.

Nomita, along with Shanthi Chacko and Rama Ananth, had founded Ashraya … I had the joy and the good fortune to meet her, as many mothers and fathers who have become parents, once past the gate of the green island  in the middle of  Bangalore, as Ashraya is.

Here I leave a Nomita’s interview on the “invisible children” and care needed after their exit from the so-called “houses of correction”.

In these moments are not so many words; only memories and images. And I know that emotion make  also “strange jokes”; about news my son said he did’nt remember her, but his eyes were shining, and then a “yes, I remember.” Namaste, Nomita … many thanks.