Di come, si crea da una difficoltà e, da questo moto, al di là di un risultato certo, arrivi, in ogni caso, adrenalina e gioia. Leggi il resto di questa voce
Archivio dell'autore: monicadalessandropozzi
Il Manifesto dei Magenta (e altre sorprese)
Vi lascio a questa intensa lettura; ogni volta, esco dalle parole di Calamo, stupefatta e felice di quanto la parola possa suggerire. L’invito è quello di provare a chiudere gli occhi, subito dopo aver gustato ogni elemento scritto. Buona lettura!
Questa immagine è un dono speciale fatto da una persona che definire speciale è usare un eufemismo. (Ma ne parleremo meglio nella prossima puntata, tu ci sarai, vero?)
“In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati”
(Perché non si è mai troppo elitari per citare Oscar Wilde e perché questa frase descrive alla perfezione il fattore Magenta)
Ma noi Calamisti, in effetti, in cosa ci rivediamo?
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Cinque anni di “Libri in libertà” ed è buona cosa che si sappia.
Si, credo proprio sia buona cosa che si sappia di questo progetto.
Ricordate gli amici di cui parlai, all’incirca nove mesi fa, per l’inaugurazione di “LibriLiberi” a Silvano Pietra? Fabrizio e Gregorio vennero, per quell’occasione, nel mio paese, portando l’esperienza e libri, dalla loro esperienza ad Arsago Seprio. Leggi il resto di questa voce
Madre
Lo scritto di una persona che seguo da tempo…un racconto struggente e vero e oggi è il momento, anche di questo.
Grazie per le tue parole…
Mia madre era disabile, aveva una gamba sola e camminava con le stampelle. La odiavo perché altri bambini mi prendevano in giro a causa della sua condizione che a me portava un grande imbarazzo. Quando camminavo accanto a lei tutti mi guardavano con occhi strani e questo non mi piaceva affatto. Non ho mai conosciuto mio padre e lei mi raccontava che lui l’ha lasciata presto sola e se ne è andato chissadove; altro di lui non ho mai chiesto perché non mi interessava sapere di più su qualcuno che non ho mai visto. A volte pensavo che fosse a causa di mia madre se lui adesso non era qui con noi.
Una volta, quando ancora andavo a scuola, dimenticai la gamella del pasto e mia madre venne a portamela in classe; fu un gesto gentile ma, invece di ringraziarla, mi arrabbiai moltissimo e le dissi di andarsene altrimenti…
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Di difficoltà e di parole di Anima
Oggi ho pensato di regalare un pezzo di me, forse non ancora così noto. Quella parte in cui scrivere diventa non tanto necessità, ma proposta di raccontare e offrire le proprie emozioni. Questo racconto, nacque alcuni anni addietro, sotto le spoglie del mio avatar. Fu pubblicato in Second Life e i proventi di quella vendita andarono, insieme ad altre donazioni ad Ashraya, quel luogo vero e magico che cambiò la mia vita e non solo.
Perché ho pensato di portarvi a un mio passato differente? I motivi sono essenzialmente due; sto passando un momento che chiamerei difficoltoso in ambito lavorativo e questo mi spinge a non mollare e a cercare nuove possibilità. In questo cammino mi sta al fianco, ancora una volta un’amica, che ai tempi rese più bello quel racconto con i suoi disegni. Ora Alessandra si sta occupando, di dare forma al logo per la mia nuova idea. Le sono profondamente grata e vorrei che, la pubblicazione accanto alle mie parole, dei suoi disegni di allora, sia un modo per dirle quanto riconosca il suo sostegno e la sua bravura…E la pazienza verso un’amica che trova aperta la porta quando va a bussare. E a voi vorrei installare un po’ di curiosità…A breve ne saprete di più. Buona lettura e grazie se vorrete dire a riguardo. Leggi il resto di questa voce