Dalit. (parte 1)

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Dalit. (parte 1)

Davvero un pensiero che apre e descrive… rispetto al tema. Grazie amico indiano e mi permetto di segnalarVi un documentario girato qualche anno fa. Mi ha colpito molto, soprattutto mi hanno colpito gli occhi di chi parlava…ecco il link; http://insieme-together.org/film-documentari-cortometraggi/1-film/1-progetto-film-documentario-in-india ed ecco il link del video :

https://vimeo.com/64492750

Avatar di passoinindiapassoinIndia

Dall’ultimo censimento indiano del 2001, i Dalit (che dal sanscrito significa “schiacciato”, “a pezzi”) risultano essere circa 167 milioni, oltre il 16 per cento della popolazione totale. I Dalit sono persone (dico persone) che appartengono a varie etnie (anche aborigene), religioni (ma prevalentemente induisti) e lingue. Sono coloro che svolgono lavori considerati impuri, quali, ad esempio, la conciatura di pelli, lo scavo di tombe, la rimozione di carcasse di animali e di rifiuti, la pulizia di strade, latrine e fogne, ed, in generale, qualunque lavoro che venga a contratto con liquidi e residui umani e animali.

Va premesso che, in India, il tipo di casta cui si appartiene determina lo status sociale e le relazioni tra le persone (quando si combina un matrimonio lo si fa accuratamente tra sposi della stessa casta). Ma i Dalit non sono “classificabili” in nessuna delle quattro caste ufficiali in cui si divide la società…

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#educazionEamore 4° “blogging day” di Snodi Pedagogici

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Il tema del mese di maggio lanciato da Snodi Pedagogici è: #educazionEamore

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#wearred

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un’immagine come tante…ma ho voluto esserci. Perché fa male…

weared ok

Ecco l’elenco degli “snodati” e dei loro #pensodunquebloggo

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Secondo giorno dopo la condivisione…ecco tutti gli indirizzi, nomi e blog a cui accedere per leggere…

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Snodo…bloggando

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Snodo…bloggando

#pensodunquebloggo (pensieri di un’esperienza in divenire)

 

Ricordo della mia “entrata” nel gruppo Attraversamenti Pedagogici in Linkedin grazie a Monica1(siamo due nel gruppo); non ero lontana dalle questioni pedagogiche ma un po’ “persa” nelle routines quotidiane. Un po’ di pensieri creativi potevano far bene…

 

E poi la prima, per me, assemblea con il gruppo, ormai diventato Snodi Pedagogici; l’incontro, a novembre, a Milano. Un incontro denso, mi aveva lasciato un bel “rimestare” di fondo…ma ci sono ogni volta le routines in mezzo, e per fortuna mi vien da dire.

 

E infine il primo blogging day; ho ospitato l’articolo di un’autrice di Alessandro, io non avevo autori e forse neanche immaginavo di poter fare parte dei bloggers ospitanti.

Ho pensato che anche il mio blog potesse esserci e dunque sono arrivata come Monica2. E mi è piaciuto leggerli tutti del primo #educazionenaturale; quello di Gabry e della sua paura e speranza narrata da mamma a una possibile mamma, ai primi momenti di panico, stupore e profondo amore nei confronti del figlio appena nato.

 

Poi è stata la volta di #pedagogiaescuola; ho assistito a un’evoluzione rapida da nerd (o geek?) come direbbe Sylvia, rispetto al moto di divulgazione del gruppo…e ho compreso anche i miei sbagli, in buona fede, ma ci sono stati. E ho imparato…un po’. Almeno a non perseverare nell’errore.

Ho cercato tra le mie amicizie qualcuno che potesse dire la sua rispetto all’argomento; Silvana, una “maestra d’asilo” , come si sarebbe detto ai tempi, ha accettato ed è entrata a far parte degli autori di Snodi. Il suo intervento ha fatto riflettere sulla differenza tra “programmi e carte” e lo stare quotidianamente con i bambini e le bambine.

 

E infine l’ultimo; #pedagogiaepolitica. Abbiamo avuto molti interventi e contributi, le visualizzazioni e i likes sono aumentati molto…e noi ogni giorno seguivamo il “lavoro online” di chi ci precedeva. Un lavoro di gruppo che ci ha coinvolto a turno nel diffondere in modo ragionato e preciso (arrivavano le “bacchettate” di Panzer (alias Sylvia) a chi aveva fatto “doppioni” ma servivano a comprendere…a rodare il meccanismo).

E questa volta mi sono sentita di far parte anche degli autori; ho voluto portare l’attenzione su come la distanza tra pedagogia e politica spesso si avverta nelle manchevolezze dei servizi, o, al contrario, sul loro resistere e permanere sul territorio.

 

Dunque è stata ed è, perché non sento possa terminare, ma per quanto mi riguarda, solo crescere e mantenersi, una scoperta interessante e positiva. Conoscere e condividere attraverso il web persone e pensieri che collimano…e poterli portare fuori “al mondo”.

Ed è cresciuta la voglia di capire meglio rispetto a cosa sia “essere e fare il blogger”; pur scrivendo da pochi anni, ho la consapevolezza di avere ancora molto da imparare…ma ci provo e mi piace.

 

E un grazie, e credo di parlare a nome di tutti gli snodati a quanti ci seguono, leggendo e dando suggerimenti. Alla prossima “ondata”…Vi stiamo aspettando!

 

pensodunquebloggoTrotty

un doveroso omaggio a uno dei mie compagni di blog