Una storia da un ritrovamento fortuito…

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Eccomi, al quinto giorno di scrittura del NaNoWrimo. Tutti i momenti sono buoni per provare a raggiungere il goal giornaliero di oltre 1600 parole. Non ce l’ho ancora fatta. Insisto. Stasera voglio condividere con voi una brano che ho scritto dopo avere ritrovato, davanti all’entrata dell’Università, un piccolo anello di rame. Per un attimo mi sono tornati in mente i #CogliCarta. La storia è uscita quasi subito, è ancora in corso. Questo solo l’incipit; specifico che Lia è il nome della protagonista del rom

Buona lettura e grazie per la vostra attenzione!

L’ANELLO DI RAME: DONO DELLA PRIMA PARTENZA

Primo giorno. L’alta scuola di studio si poteva raggiungere in modi differenti. Quello più economico nel costo e nel tempo era, ancora, il treno. Sempre che i tempi di arrivo e partenza venissero rispettati, almeno entro un certo limite.

Lia era già in attesa alla pensilina; la voce metallica non aveva ancora preannunciato ritardi. Partita e arrivata in orario. Si disse che, per la prima volta, avrebbe camminato con spasso spedito, senza strafare, per calcolare con un certo margine, il tempo necessario a fare il tragitto. Giù dalla scale; primo metrò. Due fermate, cambio, secondo metrò. E poi di filato fino alla scuola. “Se sarò in ritrado correrò”-disse osservando il display del telefono. C’era, mancavano tre minuti prima del suono dell’appello. Apertura porte secondo metrò, fuori, di corsa sopra le scale mobili. Superamento di un semaforo giallo, trecento metri, curva, strisce pedonali, ecco l’ingresso. Ce la fa, si ferma un attimo per non giungere trafelata. Posa lo sguardo a terra. Un luccichio caldo, osserva. Supera quella cosa per terra, deve entrare. Non ce la fa, torna indietro. Lo raccoglie; è un anello di rame con tre cerchi. Corre, ha perso tempo. Scende le scale che la conducono all’aula mentre suona l’appello. Entra in aula. Arrivata!

Si siede, il respiro è un po’ affannato. E’ da qualche settimana che non trova il tempo di allenarsi come il suo solito.

La prof la guarda sorridente e dà un benvenuto a tutte e tutti.

Ascolta e prende appunti. Nel prendere un fazzoletto dalla tasca della borsa, rovistando, sente il filo esile circolare dell’anello. Lo tira fuori, lo guarda. E’ un pezzo unico, senza interruzioni. Il cerchio centrale è più alto rispetto agli altri due. Vede che è un po’ piegato quasi fosse stato schiacciato. “Chissà di chi era?”-, si domanda. Non sa se infilarselo o no, è incerta. Pensa che per qualcuno poteva essere stato un oggetto importante, anche se il valore reale non sembra essere degno di nota. Ma quello della sua essenza, beh quello poteva valere molto. Lo rimette in tasca e prosegue a scrivere. Penserà più tardi cosa fare di quel dono, capitato lì.

anellorame

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