22^prompt; #osservatorio

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Eccomi di nuovo; oggi la parola incipit è OSSERVATORIO. E Agata prova nel suo quotidiano a guardare fuori…E dentro. Buona lettura e grazie!

Seduta su una delle sedie a sdraio, sotto il portico, Agata si mise ad osservare dalle tende sottili e trasparenti. Ogni tanto sorseggiava il suo tè e si spingeva facendo leva con i piedi a terra. E più guardava fuori, più sentiva arrivare immagini dal suo presente mischiato al profumo denso del prima. Quanto le piaceva la visione di quegli intrecci di canne! Aveva voluto quella casa a tutti i costi. Sergio ai tempi le aveva fatto presente che era un po’ troppo isolata, piccola e distante dal centro. E poi era ancora abitata. Tutto questo non aveva intaccato la sua determinazione. Appena il lavoro alla casa editrice, e i viaggi per raggiungerla dalla casa del figlio che li ospitava, lo permettevano, prendeva il metrò e dopo venti minuti a piedi, si andava a sedere vicino a un banano lì di fronte e la guardava. Le piaceva che fosse fatta in legno, che avesse qualche scalino prima della porta. Soprattutto ammirava il portico e le finestre grandi. Ogni tanto vedeva affacciarsi un viso di donna anziana; si sentiva osservata con stupore . Sperò di non averle fatto paura.

Andò avanti per un po’ con questo appuntamento di visita. Al suo ritorno,marito e figlio le chiedevano, con mezzo sorriso -”come sta?”- quasi si trattasse di una persona. E lei non perdeva occasione per descriverla. Ogni volta aggiungeva un particolare; le tende lisce e arancioni, il vaso di fiori rossi e un tavolo nel mezzo del portico. In realtà queste cose erano quelle che lei avrebbe voluto mettere lì più avanti; le vedeva già posizionate e pronte all’uso. Una sera arrivò proprio al tramonto; l’arancione rosato del sole si spandeva dietro la casa e tra le canne di bambù. La casa era affollata di gente. Stette lontana a guardare le teste dietro le tende che si susseguivano e le braccia che si univano al petto in saluto. Qualcuna straripava in abbracci. Capì che era accaduto qualcosa. Tra i visi affacciati non vide quello, ormai conosciuto, della donna alla finestra. Non volle avvicinarsi, restò lontana, in silenzio, a guardare.

Tornò dopo una settimana; le tende erano sparite così come il tavolo e i vasi. Un cartello davanti alla casa esponeva “in vendita”. Adesso poteva provare ad entrare. Percorse lo spazio tra il banano e gli scalini con il cuore che pulsava forte; si trovò di fronte alla porta. Guardò dalla finestra dentro. In quel momento respirò a fondo e si disse che ora, era il tempo. Due giorni dopo era di nuovo lì, questa volta con marito e figlio; -”Vedete sta bene, ci sta aspettando”- Una donna giovane dai capelli neri corti e dal sari bianco li accolse alla porta. Era già pronto il tè. Gli occhi erano segnati dal pianto; porse loro una carta da firmare. Alla giovane donna regalarono una ghirlanda di fiori rossi in segno di riconoscenza.

La casa di quell’anziana donna alla finestra era diventata, in quel momento, la loro visione reale.

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La foto è di Oadtz su Pixbay

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