Terapia terminata con successo…

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E’ qualche giorno ormai che non ricevo l’email del compito di #LetteraMagenta. Ho partecipato, durante il mese di agosto, a questo esperimento(tale è stato per me) di scrittura creativa sotto l’egida di Monia Papa, insieme ad altri abitanti del regno di Calamo, alcuni più conosciuti, altri solo sentiti nominare, ma anche loro imbevuti di quel tanto di porporina che ora manca.

Ma andiamo con ordine; l’intento di questo mio scritto è quello di lasciare una traccia rispetto all’esperienza vissuta. Non è stata una parentesi estiva e basta, e soprattutto, non ero sola in questo cammino. La dimensione di scambio e di appartenenza era supportata dagli scambi nei social, dai tweets e dalle immagini che illustravano il nostro stato d’animo.

E nell’animo, o meglio nei ricordi e nell’anima, ognuno di noi, credo, abbia scavato a fondo. Senza preoccuparsi dei risultati, per lo meno, questo è quanto è accaduto a me, solo la curiosità di comprendere cosa e dove, il suggerimento per lo scritto quotidiano portasse nelle dita attaccate alla tastiera o alla penna.

Mi sono accorta di come io abbia cominciato a prediligere un certo orario in cui scrivere. Di solito, al mattino, dopo la lettura della email, lasciavo andare i pensieri, ma non scrivevo nulla. Verso sera, dopo un certo ristagno, le parole prendevano forma e nel giro di poco tempo arrivavano a comporsi.

Poco alla volta gli Arcani delle carte di Monia aprivano varchi sul passato; ho rivissuto momenti dell’infanzia, passando poi all’immaginazione pura dettata da poteri che la parola concede, fino a ritrovarmi a descrivere il qui ed ora traslato dai desideri e dalle emozioni.

Questa palestra quotidiana è stata un allenamento non solo di stile, ma di ricerca dei propri talenti, del mettere su carta progetti-sognetti. E dunque adoperarsi perché diventino reali. Si, perché, pur navigando in terre porporinate, abitate da Unicorni, fate e zombies (non ci è mancato nulla!), la realtà, e non credo sia stato solo un mio sentire, dicevo la realtà emergeva dagli scritti quasi a lenire o a trasformare laddove prima non era stato possibile. Del resto, il potere terapeutico della scrittura non è una novità.

E si sa, durante una seduta di allenamento, gli esercizi cambiano a seconda di quello e quanto si vuole “sviluppare” della materia oggetto di ciò. Il cambio di registro e le finalità diverse aiutavano a sentire altre corde dentro di sé.

Questo impegno e sforzo mi hanno concesso un regalo importante; la consapevolezza di venirne fuori anche là dove sembrava più difficile e il tema non fosse così aderente a me. E farlo con le parole mi ha aiutata a costruire pensieri e dialoghi con chi mi stava accanto.(Ogni mattina qualcuno mi chiedeva riguardo all’annuncio del compito del giorno).

Il mio grazie più sentito a chi mi ha offerto questa possibilità e ai compagni di volo (così mi piace chiamarli) che hanno volteggiato con me nei loro lidi. Qualche volta ci siamo incontrati e chissà, un preludio, a un incontro reale.

Ora scendo da tutto questo, per un po’. La tastiera, in ogni caso, insieme alla penna, restano “sotto sforzo” per non perdere i benefici dell’allenamento.

Al prossimo volo!

#LetteraMagenta

Le nuove terapie di Calamo

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