Pensieri tra numeri e scrittura.

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Oggi voglio scrivere prendendo spunto da alcune osservazioni che ho fatto riguardo al cosiddetto traffico sul mio blog. Prima però un ringraziamento, poiché tutto è nato dalla lettura, qualche mese fa, di un post di Roberto Gerosa: questo. Seguo Roberto e i suoi consigli e il suo modo di informare e, aggiungerei, social- aiutare(mi permetto il neologismo) da un po’. Il pezzo di cui vi parlavo mi è suonato come una sfida.

Peter Mooney Father Murphy AC 10KM Road Race and Fun Run 2015

pic by Peter Mooney Father Murphy AC 10KM Road Race and Fun Run 2015 https://goo.gl/yQocuF mai come ora per me la sfida è correre…

Mi sono detta, vediamo cosa accade se scrivo di più e cerco soprattutto un contatto, a volte incentivandolo con domande, con chi mi segue.

In realtà, non sono riuscita a tenere fede a quanto mi ero proposta. Non sono riuscita a scrivere almeno 3 articoli a settimana. Sono andata a vedere le statistiche del blog da gennaio ad oggi e in fondo ho scritto quasi con la stessa “non regolarità” di prima e cioè 1 articolo a settimana o giù di lì. Eppure il mese di gennaio ha avuto il doppio di visualizzazioni del mese precedente in cui avevo scritto ben sette post(due di questi erano due reblog di persone che stimo e i cui scritti in quel momento, a mio parere, andavano bene con il sentire generale e con il momento mio e del mio blog, e non solo perché mi piacevano). Ho avuto più voglia di commentare, a volte sotto il post, a volte su altri social in cui era postato, l’articolo che mi aveva colpito e ne ringraziavo in modo sincero l’autore.

Mi sono accorta che la mia tendenza è cambiata un po’; mi sono ritrovata a scrivere riguardo ad accadimenti personali legati anche alla mia vita social, oltre che a quella real, a ricordi, proposte e interviste differenti osando di più rispetto a ciò che pensavo. Non ho, in alcun modo però, messo in evidenza giudizi e altro. Solo detto di più la mia.

polli alla finestra con topo

I post non erano molto lunghi, ho tenuto conto della regola, non tutte le volte , di andare oltre le 400 parole e non più di 1000. Ho riscontrato una maggiore velocità e facilità nello scrivere. Questo, sono certa, di doverlo al lavoro “costante e minuzioso” che comporta il preparare testi e riflessioni per l’altra parte social che investe il mio tempo e cioè #EduCare4punto0 con le sue pillole e il lavoro di sguadra, di confronto e rettifica laddove è necessario.

Ora siamo a metà febbraio; 3 post scritti e già 103 visualizzazioni, 208 followers, 6680 hits.

Numeri lo so; quello che più mi piace è che mi pare di aver aperto nuovi dialoghi con persone che incrociavo su altri social e che ora mi leggono anche qui e mi dicono se gli piace quanto ho scritto.

Dunque a questi nuovi followers, ai vecchi a quelli che si sono iscritti oppure no, dico grazie!

La mia determinazione è di continuare a sentire quello che  mi sta intorno traducendolo, per quanto possibile, nella modalità che più mi appartiene. Continuando a lanciare sassi, osservando le onde propagarsi intorno…tra cielo e terra.

 

 

 

 

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  1. Hai vinto la sfida Monica! Hai verificato che a fare la differenza non è la frequenza intesa come quantità, ma la frequenza intesa come “vibrazioni”. Scrivi meglio, ti apri di più, entri in empatia con i lettori. Puoi anche scrivere un articolo al mese, all’anno, quando vuoi. L’importante è non perdere il contatto con l’autenticità del tuo modo di comunicare.

  2. Monica arrivo solo adesso a leggere il tuo bel post! Il tuo modo di scrivere fluido, preciso e riflessivo mi piace molto; come gli argomenti che condividi, e che intercetto con piacere anche sui social. I consigli di Roberto sono sempre molto preziosi. Non sono disciplinato al punto da seguire una regola aurea per la pubblicazione dei miei post, né la lunghezza. Probabilmente, entra in gioco il fatto che il blog, per il momento, non è funzionale a una professione; forse lo potrebbe essere rispetto ad un ipotetico personal branding. Come te, cerco di condividere parole & “vibrazioni” (cit. il buon Roberto). Chissà se in futuro seguendo uno stile metodico non possa avere le soddisfazioni che hai avuto tu?
    Dimenticavo…grazie a te!

    • Caro Nick non nascondo che le tue parole mi hanno fatto proprio bene! La metodicità nel lanciare “vibrazioni”(grazie al buon Roberto)può si aiutare. Resta il fatto che nel momento in cui ci mettiamo in ascolto di noi e di quello che ci accade intorno…Si aprono onde.
      Dunque, benvenuto tra gli “ondisti” (mi permetto questo sillogismo un po’ mediato da Jeff Foster e il suo “stare in mezzo alle onde”). Anche se ultimamente credo e perseguo più l’idea del porre cause buone.Grazie e a “rileggerci” presto.

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