Arrivate le cartoline ?!

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Ne è passato del tempo dal ritorno dalle vacanze. Ci ho messo un po’ prima di voler mettere su carta quanto avevo, avevamo visto e vissuto. Sarà stato l’effetto cartolina…

Un viaggio lungo, in termini di chilometri e di fatica che mi ha messo in condizioni di godere,in modo piuttosto spartano, una quotidianità che mi mancava. Vi racconto, in breve.

La bellezza più grande e più visibile è stata il ritrovarmi a contatto con la natura, all’aria aperta. Vento, pioggia o sole non importava. Si camminava, si andava in bici, dentro i musei persino sulle giostre del bellissimo parco Tivoli a Copenaghen. Il nostro campo base era nel camping di  Roskilde nella regione della Selandia. Una distesa di verde con ampie piazzole protette da alberi e poi luoghi chiusi in cui servirsi della lavatrice e dell’asciugatrice, lavare al caldo (e serviva ciò) piatti e stoviglie, cucinare, consumare il cibo osservando dalle finestre (arricchite con vasi  di fiori o piccole suppellettili,rigorosamente prive di tende) l’acqua calma del fiordo. Da lì partivamo in treno muniti di “Copenaghen Card” e ci addentravamo in metrò e lungo le strade del centro. A noi la scelta se servirci dei mezzi o camminare. E il treno, con la zona di “stillezone quiet zone”, ovvero zona del silenzio, era una buona opportunità di relax e riposo per il nostro rientro. Vestiti a cipolla, comprese le calze sotto le birkestock, nel caso fossero necessarie. Pronti, per così dire, ad ogni evenienza.

L’evenienza più bella, ciò a cui non eravamo abituati, era il saluto costante e i sorrisi che si palesavano nelle persone che incrociavamo nel nostro cammino. Mentre ne sentivamo la presenza ci veniva spontaneo contraccambiare, anche provare a intrattenere un breve dialogo o chiedere informazioni (sapere l’inglese è utile, è parlato da tutti). Dopo, al ritorno, abbiamo concordato che era proprio un’usanza a noi non consueta, e che sarebbe stato bello mantenerla.

Le piste ciclabili (quanti runners ho visto durante quei giorni!) scorrevano a fianco delle strade principali, nel centro dei paesi e delle città, o si snodavano lungo i campi e le colline (si ci sono anch’esse). Il tutto regolato dall’etica che “prima vengono loro”, prima di tutti, anche dei pedoni.

Visto che eravamo in viaggio abbiamo colto l’occasione di oltrepassare le barriere. Dal castello di Helsingor (quello di Amleto, per intenderci) siamo giunti, via traghetto, a Helsinborg in Svezia.

Di sera, passeggiando lungo il sentiero che lambiva il fiordo, ascoltavi il richiamo dei gabbiani e osservavi le anatre ondeggiare sulle acque calme. Quelle stesse acque che secoli prima avevano protetto l’allora villaggio vichingo di Roskilde e fatto inabissare alcune navi, cinque per l’esattezza, durante un scontro navale.

E capitava di incrociare occhi chiari e folti capelli biondi.

Vi lascio ad alcune immagini. Buona visione!

 

Viaggio in Danimarca

 

 

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