Un altro personaggio : Nicola

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È tornato il sole. Ma i campi intorno sono ancora ricoperti di neve… Oggi vi lascio alla descrizione di un altro uomo, di quello che sarebbe diventato il marito di Virginia. Chi è Virginia? La nonna di Arturo, quel bambino di cui vi ho lasciato tracce qualche giorno fa.

Nella prossima descrizione osserverete come quest’uomo prova ad avvicinarsi alla protagonista, perché anche lei tale è, e come il suo modo di approcciarsi porteranno a cambiare la vita già determinata di Virginia. Questa volta la descrizione non è legata a caratteristiche esterne. Sentirete le emozioni.

Buona scoperta!

Si ricordò, come fosse ieri. Seduta, mentre sfogliava le pagine del libro
che doveva studiare aveva sentito uno sguardo cercarla o per lo meno
guardarla. Due occhi blu, la prima cosa che notò in quell’uomo seduto di
fronte a lei con un viso serio, pantaloni grigio scuri, un giubbotto nero e
una scatola di ferro accanto a sé per terra. La stava guardando in modo
fisso. Si sentì quasi in imbarazzo. Continuò a leggere il suo libro e a
contare le fermate che mancavano, ancora tre. Si accorse che la gamba
destra accavallata si muoveva ritmicamente quasi come le accadeva
quando era agitata per un esame. Era brava a tentare di controllarsi.
Scavallò le gambe e mise entrambe le mani sul libro e decise di reggere
lo sguardo. Voleva proprio vedere cosa sarebbe accaduto. Ride un po’
Virginia, ricordando quei momenti. Nulla era stato più uguale da allora.
L’uomo continuava a guardarla. Sembrava impassibile, quasi fermo e
incantato dentro i suoi occhi, anche se capiva che le aveva passato lo
sguardo in ogni punto del corpo. Scese dall’autobus velocemente, senza
voltarsi. Solo un attimo prima che il veicolo si allontanasse del tutto, lui si
era girato contro il finestrino per guardarla ancora.

Fu un attimo. Ancora quell’uomo. Questa volta
le sorrise e dalla sua postazione in piedi agganciato a una maniglia si
avvicinò:
« Buonasera, come sta? È passato molto tempo da quando ci siamo visti
l’ultima volta? Ha fatto buone compere?»
Mentre cercava di rispondere una ad una a quelle domande sentiva che
era immersa in quegli occhi in quella voce così matura e calda. Erano
scesi insieme. Lui si era offerto di accompagnarla anche se non abitava
proprio lì vicino, l’attendevano ancora dieci fermate da dove scendeva
lei.

«Non importa le aveva detto, nessuno mi aspetta a casa.»
Poi c’erano stati momenti di caffè bevuti insieme, pic nic su prati fuori
dalla città, baci lungo il naviglio. E intanto dimenticava di avvertire Enrico
che non sarebbe andata ai loro appuntamenti. Ora tutto il tempo
possibile era per l’altro. Per quell’uomo più maturo di lei di dieci anni che
lavorava, che la possedeva con una forza vitale enorme, che le diceva
che non poteva più fare a meno di lei, che la voleva ogni giorno, per la
vita. Fu complicato ma decise di rompere ciò che non la soddisfaceva più
per abbandonarsi a un amore che la rendeva felice anche se, non sapeva
pensare se ci sarebbe stato un futuro o no. Lui la rimproverava ogni
volta:
«Come non può esserci un futuro tra noi, non senti quanto stiamo bene,
insieme?»
Si sentiva quel bene ma si accorgeva anche delle differenze, tante, forse
enormi. Ma ormai era tardi. Lui era parte di lei e non riusciva più a
sciogliere la pelle dalla sua.

La luce dietro gli occhi

»

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