IL PENULTIMO #IOSCELGO. E TU LO HAI PROVATO?

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Sì una domanda nel titolo. La risposta, prima che sia finita. Com’è andata? Qual è stato il grado di coinvolgimento? Per quanto riguarda la parte che spettava a me, ogni giorno, ho cercato di offrire parole che potessero mettere in moto. Mi sono divertita ed è stato gratificante osservare che qualcuno ci ha provato per più volte.

Ecco la penultima prova. Come variante un intruso tra i luoghi . Forza!

 

Ioscelgo8

 

 

Lo sfondo musicale di oggi: Cat Stevens / Yusuf Islam – Father & Son – LIVE

Una risposta »

  1. Autrice Fra Heart Riccio:

    «Perché i tuoi capelli sono grigi?»
    Era sempre la solita domanda.
    A porla era il solito bimbo scapigliato, che incontrava sempre all’angolo di Via delle Ginestre, e che sembrava aspettarla con quell’unico scopo.

    «Perché sono una principessa» gli aveva risposto una volta, cogliendolo di sorpresa, e aveva persino creduto di aver trovato la risposta giusta per togliersi dai piedi quel bambino irriverente.

    Non ci era voluto poi molto, invece, per capire che non le avrebbe dato tregua. Oramai lo incontrava tutte le volte, fermo all’angolo di Via delle Ginestre. Sembrava stesse lì a reggere il muro, o a contare le formiche, o a procacciare clienti per il parrucchiere poco più in là.

    «Perché i tuoi capelli sono grigi?»
    Lo capirà, prima o poi, che non ho voglia di parlarne! Proviamo a ripeterglielo:
    «Perché sono una principessa»
    «Ma le principesse devono essere bionde»
    Ah-ah. Ecco. Ci avrà pensato per settimane, ecco cosa non gli tornava: le principesse devono essere bionde!!
    «Ah si? E perché? Si dà il caso che io sia una principessa coi capelli grigi»
    «Ma percéè non li tingi, i capelli?»
    Oh, ma che impertinente!
    «Non lo sai che le principesse fanno quello che vogliono?»

    Non era certa di averlo convinto e zittito una volta per tutte, e anzi cominciava a venirle il nervoso.

    Cosa vuoi che ti spieghi, bamboccio?
    Vuoi che ti racconti di aver provato in tutti i modi a conservare l’eterna giovinezza?
    Che ho cercato nei posti più incredibili, nella finissima sabbia del deserto, nella spuma delle onde che si frantumano altissime nei fiordi, nei riflessi dorati dei mosaici nelle moschee, nelle goccie di pioggia in equilibrio sulle foglie della foresta… ovunque ho cercato e raccolto gli ingredienti per la magica pozione!
    Vuoi che ti racconti che non esiste rimedio alla vecchiaia?

    «Le principesse possono fare tutto quello che vogliono, o quasi» ripeté, sorridendogli, ma sentiva che il suo non era un sorriso genuino.
    Non capiva perché si sentisse tanto irritata, non era mica la prima volta che doveva “giustificare” la scelta di non colorare i suoi capelli. Credeva di aver scelto di non farlo per essere libera, per essere vera, per non dover un giorno passare dal nero al bianco tutto d’un colpo: prima o poi sarebbe dovuto accadere, e le sembravano francamente patetiche tutte quelle ricrescite implacabili, irrimediabili, inguardabili sulle teste delle sue amiche.

    Credeva di aver scelto.
    Ma forse si era solo arresa all’evidenza.
    Ed era stata, allora, una resa dolorosa, che aveva ferito profondamente il suo ego.
    Ricordava con una certa sofferenza e con risentimento ancora bruciante il tempo in cui era stata una alchimista impaziente… quando provava lozioni, impacchi, intrugli che avrebbero dovuto far emergere una qualche bellezza che sentiva dimorarle dentro, ma che lo specchio satanasso non le confermava.
    A quel tempo credeva che ingurgitare il succo delle amare foglie di carciofo le avrebbe garantito un perfetto metabolismo, che la crema di latte e alga spirulina avrebbe lisciato la sua pelle come la pellicola domopack sul formaggio, e che la polvere d’oro frullata con le palline rubate agli stercorari potesse allietare non solo le sue articolazioni, ma anche i suoi dolenti pensieri.
    Le venne infine persino un po’ da ridere, ripensando a quante ore aveva passato strisciando per terra all’inseguimento degli scarabei, o incollando i semi dei soffioni per farne maschere di leggerezza, o saltellando sopra i ricci di castagna per cercare di coglierne la lacrima nel momento esatto in cui si aprivano per liberarne il dolce frutto.
    Una volta che aveva accidentalmente perso un prezioso ingrediente per il biondo intenso, aveva battuto a macchina strati e strati di fogli e carta carbone, con il seguente messaggio : “cercasi raggio di sole, dorato e scintillante, perso l’altro dì all’angolo di Via delle Ginestre – ricompensa garantita”, e aveva poi appeso i cartelli su tantissimi muri e alberi e segnali stradali…. quanta energia, quanto vano affannarsi!
    Mentre rimuginava tutti questi ricordi, il suo umore passava altalenante dall’irritazione alla dolcezza, dalla rabbia all’accettazione, dallo sconforto alla serenità… finché non le tornò in mente il poeta silenzioso che da sempre la osservava, e che una sola volta aveva osato dirle: «fermati, dolce principessa! godi le ore e i minuti e i secondi delle tue giornate! Dimentica lo specchio e guardati volgendo lo sguardo dentro al tuo cuore». Non gli aveva dato retta, e ora le si inumidivano gli occhi a questo ricordo affiorato come una boa sul piano ondeggiante della sua memoria…

    Per distogliersi da quella commozione inattesa, chiese al bambino:
    «Come ti chiami?»
    «Io sono Raggio di Sole. Dunque non mi riconosci?»
    Toh!
    Ecco chi era!
    Aveva perduto Raggio di Sole, per il biondo intenso, e aveva smesso di cercarlo da tempo. Aveva quindi abbandonato poco a poco ogni tentativo di alchimia, e proprio allora il suo tempo aveva cominciato a trasformarsi in oro…
    «Vieni con me, Raggio di Sole! Andiamo dal poeta silenzioso, che anche oggi racconterà di mondi fantastici guardandomi dentro, senza dire una parola»

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