Un #CogliCarta in regalo nel giorno del compleanno…Il mio!

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Oggi voglio farvi dono di un #CogliCarta particolare. Sarà che ho ritrovato questo schizzo in una vecchia agenda, sarà che sono molto legata a questo simbolo di crescita comune senza “strette e limiti” intorno. Sarà che ogni compleanno con lo zero finale fa un certo effetto.  Sono partita da quei cerchi e intessuto una storia. Buona lettura. E a corollario  un brano di Tom Waits. Amo questa canzone e ritengo che, poiché siamo tutti “consapevolmente persi” nell’ovunque, un po’ sia in argomento…Hold on! anelli_rid

Erano accanto da molto tempo ormai; non si erano ritrovati lì per caso o se così era stato, avevano dato una mano affinché non fosse stato solo quello ad unirli.

Le due piante si erano lentamente avvicinate; dove non arrivavano i rami e le fronde prendevano parte le radici in quell’avvicinamento lento e sotterraneo. Le radici erano la loro “anima segreta” il loro scambio intenso che agli occhi degli alberi e degli arbusti intorno poteva anche non sembrare così apparente. Questo scambio li aveva rinsaldati durante le piogge intense e i venti; le fronde si scuotevano, anche forte e le radici si saldavano ancora di più. E insieme si lasciavano sorprendere dal sole caldo.

Un giorno si accorsero di una sottile piantina che si era conficcata nel terreno accanto a loro; vicino. Riconobbero dalle foglie differenti che non poteva essere frutto dei loro semi. Ma poco importava, ora era lì accanto a loro e stringendo ancora più forte le loro radici la accolsero e lasciarono che il tempo scorresse accanto a lei.

alberi_rid

A metà della loro possibile vita, accadde un giorno ventoso. Un movimento nell’aria preceduto da sfrigolii sotto la terra preannunciò un evento.

Una giovane pianta si posò accanto a una delle due. Aveva fronde lucenti, nodi nel tronco appena accennati, lunghi rami che potevano accogliere.

La pianta più vicina si accorse di quel movimento; la osservò per un po’.

Poi titubante e nello stesso tempo curiosa cominciò a tendere i rami più flessuosi verso di lei. E si accorse che era un intreccio piacevole; le dava sensazioni energiche, non nuove, ma sicuramente al momento,  sopite.

Accanto a sé la pianta a lei legata si accorse del suo slancio; del resto le vibrazioni arrivavano sino alle radici e riusciva a percepirle in modo netto.

Nel giro di poco percepì altresì che qualcosa “sotto” si stava muovendo. La terra lasciava spazio e piccoli lembi, alcune delle radici intrecciate si stavano staccando. Fu un colpo. Era l’insondabile che prendeva forma, l’imprevisto che si apriva come una possibile voragine.

Mentre sentiva tutto questo, il vortice dell’impulso della pianta a lei vicina cresceva e lei accanto vedeva le punte delle sue foglie cominciare a ingiallirsi,  e non era ancora autunno. Si accorse che la loro piantina cominciava ad aprirsi, a crescere e non si stava accorgendo di quel subbuglio, di ciò che stava accadendo intorno.

Più le foglie si piegavano e i rami si contorcevano più le fronde dell’altra pianta si protendevano altrove. Sentì la linfa ancora forte scorrerle dentro. Decise di immergersi ancora più a fondo, aveva bisogno di nutrimento per lei e per la loro giovane piantina accanto.

Cominciò ad allungare le proprie radici ad affondarle giù giù, sempre più a fondo nel terreno sotto di lei. E più spingeva e più lasciava andare le radici dell’altra pianta, non del tutto, creava comunque spazio e si rinforzava.

Si ricordò ad un tratto di come le fosse già capitato di avvolgere, in altri tempi, altre fronde accanto. Eppure non era, fino ad ora, riuscita a staccare briciole di radici da sotto quel terreno in comune.

In poco tempo la sua energia fu visibile; le fronde si riaprirono verdi e lucenti, solleticavano in modo gentile le fronde a lei conosciute.

Un giorno si accorse che la pianta a lei legata pur continuando a tendere i rami verso la pianta giunta da poco, aveva riavvicinato le radici e alcune delle sue fronde si erano di nuovo girate verso di lei.

Era diventata forte e lo aveva fatto “scavando a fondo”; non aveva permesso che la paura di uno scuotimento potesse tranciare il legame di quelle radici conosciute e il cui odore e la cui linfa conosceva da tempo. E stava offrendo nuova energia e forza accarezzando le radici della giovane pianta tra loro.

Comprese quanto l’impermanenza fosse presente intorno.

In ogni caso aveva sentito nella corteccia quanto era in grado di agire con la propria determinazione…Quanto il lasciare andare potesse suscitare un ritorno e come i limiti e le paure portassero al dolore.

E lei voleva librarsi felice a cercare il sole e la pioggia e il vento.

Felice senza se e senza ma, senza dimenticare la sofferenza, solo, con il tempo e la forza trasformarla e renderla nuovo nutrimento. Solo quello.

Tutto questo mentre la terra è tornata a tremare…Un pensiero a chi è là.

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