La prospera edicola di Andrea…Cresce.

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Oggi voglio proporvi l’intervista fatta qualche giorno fa ad Andrea, l’Andrea della prospera edicola. Questo perché, oltre alla presenza costante dell’edicola in paese, sono passati sei mesi da quel 17 agosto e dal successo, in termini di letture e condivisioni che quell’articolo ebbe allora. Sono andata a farmi raccontare cosa è cambiato nell’edicola e soprattutto nella vita di Andrea. 

Bentrovato Andrea, com’è andata dall’inizio ad ora?

Quando mi chiedono come va, se c’è gente che entra in edicola o meno, io rispondo che si va bene e…Galleggio. Non sono ancora affondato. Rispetto a prima vedo gente nuova, facce differenti. Credo si sia sparsa un po’ la voce. Non vedo solo le persone del paese, ma anche dei paesi vicini. La curiosità si è allargata.

Oltre alla curiosità allargata, da quello che vedo, lo spazio dell’edicola ha preso un’altra forma, ci sono materiali differenti e strumenti nuovi. Ce ne vuoi parlare?

Si ho introdotto la vendita di prodotti da cartoleria. Dai quaderni alle matite, i righelli fino alle pile, la colla, le buste per la spedizione di piccoli oggetti e i palloncini per le feste. Ciò che è davvero nuovo sono la stampante che offre anche l’invio di fax: ho pensato e attivato anche un servizio di ricariche telefoniche e di ricambi per le  cartucce  delle stampanti. Ho la possibilità di avere molte cose e cerco di dare, nel limite, della mia  licenza, quanto più posso anche per poter offrire un servizio e rispondere a un bisogno immediato di quanti abitano qui e non solo.

Mi racconti meglio quali sono le tipologie di persone che frequentano la tua edicola?

Ci sono differenti tipi di persone che vengono qui. C’è la nonna di turno che viene una volta alla settimana e si accorge delle novità. Le vede e mi sprona ad andare avanti. Questo per me è molto gratificante. Sento in quelle parole e nei gesti gli stessi che potrebbe farmi la mia nonna.

Poi ci sono le persone di corsa che entrano prendono il giornale, salutano e se ne vanno. Ci sono i clienti fissi, ogni giorno presenti a comprare il loro quotidiano e spesso con loro riesco a creare un rapporto umano. Si inizia a parlare del tempo, o della notizia in prima pagina,  fino ad arrivare ad ascoltare e condividere le problematiche della persona che mi sta davanti.

E Andrea, è cambiato da allora?

Mi sono reso conto di entrare in un mondo che prima non conoscevCAM03278o, all’inizio consideravo tutto ciò un’avventura. Ora che ho compreso il meccanismo e so gestirmi il lavoro in maniera più autonoma mi sento più sicuro. Mi sveglio ancora alle 5 del mattino per riuscire a programmare la mia giornata e l’arrivo dei giornali e devo ringraziare tutta la mia famiglia che mi sostiene in questo. All’inizio mi sentivo molto più dinamico, avevo una carica di adrenalina in tutto quanto facevo, non ero mai stanco. Nel momento in cui ho visto i passaggi e i miglioramenti ottenuti mi sono fermato un attimo; credo di aver trovato un certo equilibrio e per ora me lo godo.

La prima volta che ti intervistai stavi leggendo un libro che mi desti anche da leggere, ora cosa stai leggendo?

Si ricordo. Ora sto leggendo Blue Economy di Gunter Pauli. E anche questa lettura sta aprendo nuove considerazioni e ricerca di nuovi modi con cui affrontare la realtà e l’economia intorno. E anche questo ve lo consiglio.blueeconomy

Grazie Andrea per la pacata e riflessiva chiacchierata, oso dirlo, ci rivediamo al primo compleanno!

 

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  1. Non è da tutti. Mollare un contratto da dipendente e costruirsi qualcosa di proprio intendo, assumendosene rischi ed oneri, senza certezza di vederne mai incassi ed onori. “Non siamo certo nati per essere un popolo di dipendenti”, mi dico ogni giorno visitando aziende artigiane e società strutturate nate spesso dalla volontà e dal coraggio di una persona sola o, ancora più spesso, di una famiglia italiana. – MA – Ma tra lo slancio imprenditoriale/artigiano che possiamo o meno aver nel sangue e l’attuazione un abisso c’é, ed è colmabile solo con il grande coraggio di chi non scambia le proprie prospettive per un contratto comodo quanto instabile, accollandosi i rischi della scommessa presa. Non è da tutti appunto. Ma da Andre SI. Aspettiamo aggiornamenti.

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