Rieccoci. Il primo mese dell’anno se ne è già andato. Titolo lungo lo so ma di due cose, non essenzialmente correlate, vi voglio parlare oggi.
Sappiamo tutti che una settimana fa, circa, ricorreva il giorno della memoria. A scuola, ogni anno e ogni volta, c’è la ricerca e la domanda sul come e cosa mostriamo ai bambini riguardo a ciò. Soprattutto a quelli delle classi più piccole. E da tempo riconosco nelle mie colleghe una capacità di adattamento e ricerca davvero importanti. Sì perché il dubbio non è se parlarne o no, ma come. E trovo che questo sia un paradigma pedagogico importante. Non possiamo sottrarci o mascherare la realtà o quello che vogliamo dire ai bambini. In ogni campo. È come lo diciamo. So bene che quanto scrivo potrebbe essere scontato. Non ogni volta è così.
Quindi quest’anno nelle classi prime le docenti hanno letto ai bambini il racconto La stella di Nico. Da lì siamo partiti per un interessante dialogo e confronto tra compagni. Poco è stato suggerito, le parole e il senso della storia scaturivano in modo chiaro. “Insieme brilliamo, insieme siamo una forza” questo lo slogan uscito in quella giornata. Abbiamo ricordato e messo a fuoco come le differenze e l’essere uniti diventino importanti e presenti ogni giorno. E così abbiamo ricordato.


Non basta. Ma questo punto riguarda altro. Il 1 febbraio è stata la giornata mondiale dell’abbandono dei social di massa. Chi mi legge sa quanto io tenga a questa azione. L’ho fatta consapevolmente da anni staccandomi dall’universo Meta(purtroppo ancora legata a wa soprattutto per gruppi di lavoro) e correlati. E ho scoperto un’altra dimensione. Umana, priva di odio e accumulo di stelline con dialoghi e confronti positivi e propositivi in cui, ogni tanto, si possono scorgere foto di animali e di gatti se si vuole vederli.
Dunque l’invito è quello di pensare a una cambiamento. È ancora possibile. Vi lascio con un’immagine di altre possibilità. Se avete curiosità e dubbi, informatevi.
