2 METRI DI DISTANZA

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È accaduto mentre facevo la spesa, qualche giorno fa. Bardata,come si deve in questi giorni, cercavo una bottiglia di latte che mi era sfuggita dalla lettura della lista (mai usata la lista prima e mi accorgo che serve).

Intravedo un profilo che conosco. Saluto al solito modo nostro con un sonoro <<Buongiorno!>> e mi accorgo che ci guardiamo negli occhi e istintivamente dobbiamo bloccare il nostro passo, la nostra idea di poterci abbracciare. Non è così, non si può. E sento che mi sto emozionando, che mi stanno per scendere delle lacrime. Provo a trattenerle ma vedo che l’amica se ne è accorta. Così parliamo e ci informiamo sul benessere nostro e delle nostre famiglie per passare oltre il momento. Dopo un mese di non contatto fisico con amici e famigliari mi sono sentita in questo modo. Il pensiero è andato al corpo, a quanto sento la necessità di poter tornare a sentirlo con gli altri, con coloro che non vivono accanto a me e con cui ho la fortuna di continuare a sperimentare queste sensazioni e questo piacere.

Il pensiero è andato anche al lavoro. Al contatto fisico che si aveva con le colleghe e con i bambini, in modo particolare con il bambino di cui mi occupo. Di come, ora, questo contatto sia mediato dalle tecnologie, per tutto. E meno male, mi viene da dire. Ma manca il resto, manca. Non è incluso, passatemi il termine tecnico pedagogico. Bisogna dunque pensare in modo differente rispetto a quanto si va a comunicare, a quanto si crea per preparare una lezione. E sorge il dubbio e la domanda se questo è adeguato, se ce la sto facendo.

Ma la contingenza ti fa passare oltre. Non posso fare altro. Proviamo a fare al meglio, il resto, in qualche modo tornerà.

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Foto di Tumisu da Pixabay

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  1. Cara, carissima Monica, a leggere del tuo incontro ho pianto.. anche a me mancano gli abbracci e una comunicazione fisica..mi mancano i miei figli che non vivono qui e non possiamo incontrarci, mi manca il posto di lavoro e i colleghi. Non voglio dimenticare quest’emozione quando torneremo alla normalità, anzi non voglio tornare alla normalità! Voglio ricordare come mi sento perché ogni giorno con gli altri sia speciale, non “normale”!…Un abbraccione a tutti!!!!! Alessandra

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